Quando il cibo diventa un linguaggio

Il cibo può esprimere molto più di fame o sazietà.
A volte è un modo per riempire un vuoto, calmare un dolore, o ritrovare controllo in momenti di smarrimento.
I disturbi alimentari non parlano solo di peso o forma del corpo, ma di emozioni difficili da gestire.

Tipologie più comuni

Anoressia nervosa: restrizione alimentare, paura di ingrassare, immagine corporea distorta.

Bulimia nervosa: abbuffate seguite da condotte compensatorie (vomito, digiuno, eccesso di sport).

Binge Eating Disorder: abbuffate senza compensazione, vissute con vergogna e senso di colpa.

Alimentazione emotiva: uso del cibo per calmare stress, solitudine o ansia.

Le cause più frequenti

Fattori biologici, pressioni sociali, perfezionismo, bassa autostima o vissuti di controllo e perdita.
Non si tratta mai di “mancanza di forza di volontà”, ma di un disagio profondo che trova nel corpo e nel cibo la sua forma di espressione.

Come la psicoterapia aiuta

La terapia aiuta a: riconnettersi alle proprie emozioni, costruire un rapporto più sano con il corpo, ridurre la paura del giudizio e del controllo, ritrovare equilibrio e piacere nel nutrirsi.

Approcci efficaci: CBT-E (Cognitive Behavioral Therapy for Eating Disorders), Terapia relazionale e interventi EMDR nei casi legati a traumi.

Il nostro approccio a Prato

Presso lo Studio di psicologia Ferrucci accogliamo la persona, non il sintomo.
Lavoriamo in rete con nutrizionisti e medici quando necessario, per un percorso integrato e rispettoso dei tempi individuali.

FAQ sui disturbi alimentari

Devo già avere una diagnosi per iniziare la terapia?
No, puoi iniziare anche solo se senti che il rapporto con il cibo ti crea disagio.
Serve un nutrizionista o un dietologo?
Può essere utile, ma la terapia psicologica resta il primo passo per comprendere l’origine emotiva del problema.
Posso guarire completamente?
Sì, molte persone ritrovano equilibrio e libertà con un percorso mirato.

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